IL CENTRO DI ACCOGLIENZA PER I RAGAZZI AFGANI ( 2009/2010 )
L'Afghanistan è un Paese dilaniato dalla guerra e dai disordini interni che rendono difficile, specie per i giovani, la speranza di poter vivere serenamente con una buona prospettiva per il futuro.
Intere famiglie sono cadute sotto le bombe e gli attentati suicidi.
Ecco, quindi, che i ragazzi, non vedendo attorno a loro che morte e distruzione, iniziano spontaneamente un lungo e periglioso viaggio che, attraverso due deserti e mille insidie, li proietta a ridosso del Continente civilizzato.
E qui, l'amara sorpresa : nessuna forma di assistenza programmata da parte delle Autorità locali.
Ma, per fortuna, una Rete, capeggiata dalla Comunità di Sant'Egidio, formatasi ( altrettanto spontaneamente )ad opera di alcune Associazioni cittadine - come la nostra - al fine di portare un concreto gesto di solidarietà e di fraterna assistenza a questi sfortunati giovani.
Dopo anni di attesa ( il flusso dei profughi afgani è divenuto oramai una realtà ben visibile sotto gli occhi di tutti ), finalmente qualcosa si sta muovendo : presso l'ex Ospedale Forlanini è stato aperto un Centro di Accoglienza provvisorio per rifugiati afgani, predisposto nell'ambito del piano freddo.
La struttura ha funzionato regolarmente sino al 30 giugno 2010.
Poi si vedrà : ma il primo passo è stato fatto.
I competenti Municipi sono stati sensibilizzati al problema annoso.
Ora è tempo di costruire un futuro tangibile per coloro che nessuna colpa hanno delle miserie dell'umanità in rivolta.
EMERGENZA ABRUZZO (APRILE 2009)
Il terremoto che ha sconvolto la provincia dell´Aquila all´inizio del mese di aprile 2009 ha mietuto molte vittime, specialmente giovani e bambini in tenera etá.
Nonostante gli aiuti umanitari giunti da piú parti l´emergenza continua per coloro che, avendo perso la casa di abitazione, hanno trovato rifugio nelle tende montate rapidamente in prossimitá dei luoghi sismici grazie alla bravura degli uomini della Protezione Civile.
Di fronte a questa immane sciagura, l´Associazione di volontariato Figli di Maria per i piccoli ha inteso dare il suo piccolo contributo per alleviare le sofferenze dei terremotati ed, in particolare dei bambini : nel corso della settimana tutti i volontari si sono mobilitati, coinvolgendo anche le rispettive famiglie, per convogliare presso la sede operativa dell´Associazione alimenti e vestiario ma soprattutto, come richiesto dalla stessa Protezione Civile, pannolini per bambini, omogeneizzati, latte in polvere, libri, colori e giocattoli per i piú piccini.
Sabato 18 aprile, dopo avere ricevuto il benestare per l´ingresso nelle aree interessate dal sisma, un gruppo di dodici volontari, diviso in tre squadre, ha caricato le suppellettili sul furgone Iveco Maxi, messo a disposizione dalla societá di autonoleggio CRISS-F.C., e si é diretto alla volta dell´Aquilano per raggiungere il campo assegnato ( Paganica).
Giunti nel capoluogo, le squadre, dopo un breve monitoraggio delle aree interessate dal sisma, hanno raggiunto l´epicentro nella zona di Paganica e dei paesi limitrofi.
Il paese di Paganica é stato completamente transennato perché la maggior parte degli edifici é pericolante.
Colpisce il silenzio che copre l´intero abitato : nemmeno gli uccelli cinguettano, sembra che la vita si sia cristallizzata in un attimo.
La Chiesa principale ha subíto notevoli danni specialmente alla facciata, crollata in piú parti.
Salendo lungo la strada ci siamo portati al campo dei terremotati nella vallata a ridosso del paese nel quale abbiamo scattato alcune foto del luogo.
Dopo esserci intrattenuti con la maestra ed i bambini, cui abbiamo consegnato i giocattoli ed i libri raccolti, che l´indomani avrebbero giá utilizzato nella piccola festa organizzata per una bambina convalescente, siamo ripartiti, accompagnati dai sorrisi della gente del luogo, ma il nostro é un arrivederci.
AL VIA DAL PRIMO APRILE 2009 L´APERTURA DI SEI MENSE SOCIALI
L´Assessorato capitolino alle politiche sociali ha avviato le procedure per l´affidamento, tramite gara, dei due progetti per il servizio di mensa sociale in sei municipi romani che prenderanno il via il primo aprile.
L´obiettivo é quello di fornire un supporto alle persone con grave disagio economico.
Il primo progetto prevede l´apertura di due mense sociali nei giorni festivi, all´interno di strutture operanti nei Municipi XVI e VIII. Ogni struttura dovrá garantire la copertura dei pasti per 240 persone per 48 giorni festivi, dal primo aprile al 31 dicembre.
L´iniziativa va ad affiancarsi alle condizioni giá stipulate dell´Amministrazione capitolina con talune associazioni umanitarie per l´aiuto a persone svantaggiate attraverso la fornitura di pasti nelle mense attrezzate, attive in particolar modo dal lunedí al venerdí.
Il secondo progetto risponde all´obiettivo di dare una prima risposta alle situazioni di povertá nascoste ovvero raggiungere quelle persone ( come gli anziani ) che, a seguito di eventi contingenti, si trovano improvvisamente prive di risorse per far fronte alle esigenze primarie.
L´iniziativa, sperimentale, prevede dunque l´attivazione dei servizi di fornitura di pasto a domicilio e attivitá di monitoraggio della situazione della persona disagiata ( numero verde della Sala Operativa Sociale comunale per segnalare eventuali disagi di disagio economico : 80044022 ).
I quattro Municipi interessati per ora al progetto sono il IV°, il XII°, il VII° e il XV°.
Le strutture resteranno aperte nei giorni feriali e copriranno la fornitura a domicilio di circa 30 pasti al giorno, dal primo aprile al 31 dicembre.
PIANO FREDDO INVERNO 2008/09
Nel quadro degli interventi in favore delle categorie più disagiate che vivono nel perimetro della cittá, il Comune di Roma si é mobilitato anche quest´anno per aiutare i poveri senza fissa dimora che vivono lungo i marciapiedi e che, con l´arrivo del gelido freddo notturno, rischiano la vita.
Si trattava di ricercare una soluzione accettabile per dare ricovero agli indigenti specie nei mesi invernali e così, grazie alla buona volontà di chi si è preso a cuore il problema, è stato deciso di trasformare tre padiglioni della ex Fiera di Roma in viale Cristoforo Colombo ( nei pressi della sede ove trovasi la Regione Lazio ) in un Centro di accoglienza gestito dalla Croce Rossa in grado di ospitare circa 360 persone senza tetto.
Dal 1° dicembre 2008 al 31 marzo 2009 i senza dimora potranno fruire del tutto gratuitamente dei servizi offerti dal Centro : il primo padiglione, fornito di servizi igienici e di docce, viene riservato all´accoglienza notturna ; il secondo è suddiviso in quattro aree adibite a lavanderia con eventuale disinfestazione degli indumenti e cambio di biancheria, deposito bagagli, area di socializzazione, infermeria e servizi multifunzionali ; il terzo padiglione ospiterà, per intero, la mensa.
Il Piano freddo è considerato un importante piano socio-sanitario integrato perché, oltre a rivolgersi all´assistenza di quanti non hanno dove difendersi dai rigori del freddo invernale, offre la possibilitá di essere sottoposti volontariamente a controlli sanitari per verificare lo stato di salute.
IL RACCONTO DEI RAGAZZI AFGHANI
A Roma, nei pressi di Piazzale Ostiense, si é creato uno snodo naturale per i ragazzi che provengono dall´Afghanistan : un Paese, oramai privo di risorse, che vive da anni in guerra senza poter offrire ai giovani del luogo una qualche alternativa per il futuro.
Accade cosí che molti giovani, spesso minorenni, siano "costretti" a lasciare il Paese natío per incamminarsi, con un piccolo zainetto, verso la società civile, portando con loro null´altro che
speranze e sogni da realizzare.
Ma cosa pensano questi ragazzi ? Quale è il loro stato d´animo ? Attraverso quali traversie sono giunti sin qui ?
A queste domande abbiamo cercato di dare una risposta proprio dal racconto personale di tre minori, incontrati dai volontari dell´Associazione che anche nel periodo invernale si sono prodigati per distribuire coperte, sacchi a pelo e maglie di lana a tutti i ragazzi afghani della zona.
Domanda : Come siete arrivati in Italia ? Risponde Alí C. ( anni 16 ) : Sono andato via da Kabul insieme a mio fratello piú grande. Abbiamo attraversato il deserto a piedi e nascondendoci sotto un camion. Il viaggio á stato terribile. Poi, arrivati in .., la polizia ha preso mio fratello e lo ha messo in prigione. Io sono riuscito a scappare. Mangiavo quello che trovavo. Mi sono imbarcato di nascosto su una nave e ora sono qui. Pensavo ci aiutassero, io e gli altri, ma qui non abbiamo trovato quella ospitalitá che pensavamo. Penso che partiró tra poco per l´Inghilterra : un mio amico mi ha detto che lí ha trovato lavoro. Vorrei sposarmi, mettere su famiglia e forse un giorno tornare a Kabul.
Risponde Hassan J. ( anni 15 ) : Quando stavo a casa, un inferno : non è come qui da voi. Manca di tutto : l´acqua calda, il cibo e dormivamo sotto le bombe. La gente del mio villaggio sembra piú vecchia perché è logorata dalla sofferenza. A 10 anni mi hanno dato un fucile per sparare e dopo un anno mi hanno spedito a fare la guerra. Ho visto tanta gente morire, compresa la mia famiglia. Io sogno di fare l´insegnante. Mi voglio sposare ma prima devo trovare una sistemazione. Se penso a quello che ho lasciato mi vengono i brividi e le lacrime.
Risponde Joachin Y. ( anni 13 ) : Ero con i miei amici. In Turchia abbiamo attraversato il mare su un gommone ma uno è caduto in mare ed è affogato perchè gli scafisti non hanno voluto soccorrerlo : ho urlato, ho scongiurato loro di aiutarlo ma mi hanno detto che mi facevano fare la stessa fine. Arrivati in ... la polizia locale ci ha presi e picchiati, ci ha portato in galera. Poi sono arrivate delle persone e ci hanno affidato a loro. Sono stato trattato bene da queste persone, ma poi sono scappato, mi sono infilato sotto un camion e ho passato la frontiera. Ora mi sento libero. No, penso che non torneró piú in Afghanistan : troppo dolore, troppi morti. E mi chiedo ancora perché ?
PIANGO
Piango qualche volta la notte,
piango per tutti coloro i cui corpi, menti e spiriti,
sono stato strappati alla vita.
Piango per coloro il cui dolore,
disperazione e solitudine
hanno reso la morte l´unica via d´uscita.
La notte qualche volta piango,
piango per tutti quei bambini
la cui infanzia é stata rubata
da adulti distratti ed egoisti.
Piango per questi innocenti
le cui risa sono state eclissate
per il resto della vita
o, peggio ancora,
le cui vite sono state portate via.
Ma, durante le prime ore del mattino,
mentre mi do per vinto al sonno,
piango anche per me stesso.